Un progetto che lavora per sottrazione e precisione: grandi visuali sulla città, continuità degli spazi,
e superfici capaci di restare “vive” nel tempo. Nel duplex penthouse milanese firmato dall’architetto
Hannes Peer e raccontato da ELLE DECOR Italia, la materia non è mai un semplice
rivestimento: è parte del racconto architettonico.

Un interno internazionale, lontano dai cliché

L’abitazione è concepita come un continuum luminoso: soglie, passaggi e quinte accompagnano lo sguardo verso lo skyline e verso il rooftop, in un equilibrio tra modernismo e quotidianità. In un contesto simile, ogni scelta materica deve risolvere una doppia esigenza: essere scenografica alla luce naturale e, allo stesso tempo, affidabile nell’uso di tutti i giorni.

Per questo, oltre ai pezzi iconici e ai materiali “nobili”, il progetto si gioca soprattutto su ciò che si tocca e si attraversa: superfici, texture, finiture e micro-variazioni che rendono lo spazio credibile e accogliente, senza appesantirlo.

Il ruolo di Fornace Bernasconi: superfici in cotto e laterizio realizzate su misura

In qualità di partner artigiano, Fornace Bernasconi ha affiancato lo studio nella definizione di elementi e superfici in cotto/laterizio, lavorando sul principio che guida ogni nostro intervento: la terracotta deve essere materia architettonica, non decorazione.

Nei progetti contemporanei, il valore del cotto fatto a mano sta nella sua capacità di portare calore senza introdurre rumore visivo.
È una presenza misurata, che dà profondità e ritmo alle superfici: esattamente ciò che serve quando lo spazio è progettato come un sistema continuo di luce, proporzioni e prospettive.

 

Perché il cotto funziona in un attico luminoso

In un interno alto sulla città, la luce cambia costantemente: mattino, controluce, riflessi serali. Le superfici troppo uniformi tendono a diventare “piatte”; quelle troppo caratterizzate rischiano di dominare la scena. Il cotto artigianale, invece, offre un equilibrio raro: assorbe e restituisce la luce con variazioni minime, naturali, mai ripetitive.

  • Profondità senza effetti artificiali: la texture lavora con la luce, non contro.
  • Calore materico compatibile con pietre, legni e vetri importanti.
  • Tempo come valore: la superficie si stabilizza, matura, acquista carattere.

Dal campione al cantiere: cosa significa davvero “su misura”

Quando si parla di lavorazioni artigianali, “su misura” non è una parola generica. Significa mettere a punto la resa finale con campionature e verifiche, lavorando su:

  • tono e cromia in relazione alla luce reale dell’ambiente;
  • finitura (più morbida o più decisa) in funzione della percezione e dell’uso;
  • tolleranze e ritmo di posa per ottenere continuità, senza perdere naturalità;
  • integrazione con altri materiali (pietra, metallo, legno, vetro) per un equilibrio coerente.

Il risultato atteso non è “far notare il cotto”, ma far sì che l’insieme funzioni: una casa che resta elegante quando è perfettamente
in ordine, e convincente anche quando è vissuta.

Materiali e manutenzione: prestazione quotidiana senza perdere autenticità

In un progetto residenziale di alto livello, la durabilità si costruisce con un dialogo preciso tra materiale, posa e protezione.
Il cotto, se correttamente trattato in base alla destinazione d’uso, mantiene la propria identità materica e la propria resa nel tempo,
riducendo sensibilmente la sensibilità a macchie e assorbimenti.

È un tema tecnico, ma decisivo: la bellezza di una superficie non è solo nel giorno dello shooting, è nella sua capacità di restare
coerente negli anni.

Crediti

Cover story: ELLE DECOR Italia
Architettura: Hannes Peer
Photography: Stefano Galuzzi
Styling: Tamara Bianchini

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